Le storie di Otranto

Otranto è un vero e proprio tempio dell’identità salentina, mostra i segni di un passato a tratti luminoso e a tratti buio e si fregia di un centro storico tra i più suggestivi d’Italia. Paesaggi, monumenti, cenni di un trascorso turbolento si rimandano su uno sfondo costiero sublime, a schermare la città e a impreziosirla. L’architettura è un continuo rimando di arti bizantine, barocche, romaniche e greche che, mostrandosi, narrano le vicende del territorio. Ogni agriturismo a Otranto è il simbolo di quel retaggio contadino che ha segnato l’intero sistema economico e sociale del Salento, quelle masserie che divennero cattedrali dell’arretratezza di mezzi e risorse e che oggi rinascono come eccellenze turistiche. Lì si consuma la riappacificazione tra uomo e natura, il turista riconquista il gusto dell’esperienza autentica attraverso il gusto degli alimenti della terra. A ciò si accosta ogni genere di attività di escursione e didattica, in cui si apprendono i mestieri antichi e i passi di pizzica, e tutto ciò che c’è è un rimando ad altro, in un continuum narrativo che solo nella cornice salentina può essere compreso in maniera appropriata.santoro home

Dal martirio degli 800 idruntini nel 1480 ad opera delle armate turche, la città ha segnato una nuova fase zero, in cui gli echi ottomani risuonarono per secoli, un po’ nelle opere, un po’ nelle contaminazioni culturali, moltissimo nelle paure della cittadinanza. Così a Otranto si celebrò in maniera intensa ciò che in alcune zone della provincia di Lecce fu solo percepito e sfiorato. Il castello aragonese, le mura e la torre Alfonsina, il mosaico della Cattedrale, l’enogastronomia sono pezzi di un puzzle che prende forma a Otranto per raccontare l’intero contesto salentino, così che il turismo balneare, per i più attenti, è solo accessorio davanti alle mirabolanti storie della città.

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