Pirelli vs Formula 1: mancano i soldi, no ai test

Il ricordo dello scoppio della gomma di Sebastian Vettel durante il GP del Belgio è ancora vivo, sia per la Pirelli che per i diversi team della Formula 1. Proprio per questo motivo, a seguito dell’incidente, la Pirelli ha fatto una formale richiesta di svolgimento di test più indicativi durante l’anno, per poter comprendere a fondo il comportamento delle gomme sulle diverse vetture. Il direttore Motorsport Paul Hembery, infatti, ha evidenziato come per una buona comprensione delle caratteristiche dei pneumatici Pirelli sia fondamentale una serie di prove e non sia sufficiente il regolamento attuale, che prevede la progettazione e la realizzazione delle gomme senza avere informazioni sul tipo di vetture su cui andranno montate. Si tratta probabilmente di un fatto difficile da credere, ma la Formula 1 non prevede dei test che permettano di provare gomme ed a
uto in modo da massimizzare il rendimento di entrambe. A marzo, quando inizia il calendario F1, nessuna auto ha mai potuto testare i pneumatici Pirelli che vengono montati, andando praticamente alla cieca, solamente sulla fiducia della professionalità del brand.

Ma come mai si verifica una situazione di questo tipo? Naturalmente soprattutto per soldi, o meglio per mancanza di soldi. Proprio per questo motivo, la proposta della Pirelli di effettuare 18 giorni di test prima dell’inizio del calendario del 2016, in modo da testare il corretto funzionamento e la concordanza tra auto e gomme, è stata bocciata. Così come è stata bocciata la proposta di effettuare dei test sui pneumatici Pirelli alla fine della stagione, dopo il GP di Abu Dhabi, rimanendo in loco, potendo quindi minimizzare le spese. Sarebbe stata un’ottima possibilità per raccogliere dati e per permettere ai diversi team di provare i prototipi del 2016, potendo così testare le gomme e raccogliere le impressioni dei piloti. Tuttavia, l’unica squadra ad aver colto l’importanza di questo tipo di operazione è stata la McLaren, probabilmente maggiormente interessata ad un miglioramento a causa anche dei risultati non brillanti di quest’anno.

E naturalmente la Pirelli non è d’accordo a prendersi le colpe, visto che si pone in prima linea per cercare una soluzione e, soprattutto un miglioramento sia per le proprie gomme, sia per la sicurezza dei piloti, sia per la riuscita dello spettacolo della Formula 1. E l’assurdità della situazione è ancora più evidente se si pensa che sono proprio i team ad aver lanciato accuse verso i pneumatici Pirelli e poi sono sempre i team a non voler collaborare per il miglioramento degli stessi. La Pirelli, naturalmente, parla di ostruzionismo ed è chiaramente contrariata da questo comportamento per niente professionale.

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